Il turismo enogastronomico in Italia cresce del 50%

Il turismo enogastronomico è in crescita continua, e possiamo affermarlo grazie alla nostra esperienza quotidiana nel mondo del turismo, e da oggi anche grazie ai dati pubblicati dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e da Union camere.

110 milioni sono i turisti che in Italia scoprono il territorio e le sue eccellenze attraverso le degustazioni dei prodotti locali. Questo grazie al nostro meraviglioso ventaglio di prodotti enogastronomici che può vantare centinaia di vitigni autoctoni sapientemente riscoperti e trasformati in vino e alla genuinità della nostra cucina che spopola in tutto il mondo. 

Stiamo assistendo ad un vero e proprio cambiamento del turismo nel nostro Paese, con il settore del food a fare da traino alla ripresa in maniera sempre più decisa. I numeri sono infallibili, così vediamo nel 2017 le presenze motivate dall’agroalimentare superare i 110 milioni: un numero in aumento del 50% rispetto all’anno precedente, con un impatto economico di oltre 12 miliardi, il 15,1% dell’intero comparto.

I dati di Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e Unioncamere, presentati in occasione del primo “Open Day nazionale dell’agricoltura” organizzato da Coldiretti a Bari, confermano come la gastronomia italiana, frutto dell’agricoltura e della produzione locale, stia assumendo un ruolo sempre più importante dal punto di vista economico e culturale. Delle 110 milioni di presenze legate al turismo enogastronomico, il 43% provengono dalla Penisola e ben il 57% da altri Paesi: è soprattutto all’estero che, attraverso le degustazioni dei prodotti locali, i consumatori vogliono scoprire il territorio, le sue eccellenze e tipicità che lo rendono unico, oltre che appetibile.

Non a caso sono sempre più frequenti le richieste di itinerari enogastronomici e di spostamenti per visitare cantine o aziende di produzione agricola, ma anche laboratori di trasformazione che mantengono le tecniche tradizionali del luogo; tra le attività più praticate nel corso della vacanza da tutti i turisti, oltre il 13% sono legate a degustazioni di prodotti enogastronomici locali, mentre l’8,6% effettua acquisti di prodotti tipici.

Le variabili chiave del marketing turistico – come location, prodotto, prezzo e promozione – assumono insomma una rinnovata valenza. Un numero sempre maggiore di visitatori, ad esempio, sono attenti al fatto che gli operatori turistici si prendano cura dell’ambiente e del patrimonio culturale; e al contempo desiderano essere coinvolti nelle esperienze cui prendono parte, vivendo esperienze emozionalmente ricche basate su storie legate a doppio filo alle esperienze vissute: vogliono sempre di più imparare qualcosa durante la loro vacanza, sui luoghi attraversati e sulle loro tradizioni.

 

Come sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, “la connessione tra le filiere dell’agricoltura e del turismo è una delle basi per uno sviluppo sostenibile del territorio. E’ opportuno aprire ad un profondo rinnovamento dei modelli turistici, anche in direzione della sostenibilità, dell’adattamento alle nuove tendenze della domanda e della qualità dell’accoglienza, per portare nuova ricchezza alle imprese ed alle comunità locali”.

 


Fonte: La Stampa